Riconoscere un maestro

Nel seguire il proprio flusso ci si incrocia costantemente con altre persone immerse anch’esse in una sfera di colore diIMG_3948_edited-1verso, spesso indifferenti ad altre sfere diverse dalla propria. A volte tutto questo passa inosservato, a volte invece tali persone o le esperienze che queste persone portano con se, ci arricchisce o addirittura imprime un cambio di direzione deciso al nostro flusso, portandoci verso nuovi orizzonti.

Basta questo per definire tali persone (o le esperienze che portano con se) come maestri ? La risposta e’ con molta probabilitá un si!

Per quanto mi riguarda definirei maestro colui che in maniera consapevole mi aiuta attraverso un insegnamento (teorico o pratico) a crescere e capire, influenzando cosi’ il mio percorso e la direzione del mio flusso, ma al tempo stesso rimane ricettivo e pronto a cogliere qualunque aspetto della mia esperienza che possa in qualche modo migliorare e accrescere il suo percorso. Ma Maestro e’ anche un evento, una situazione, un profumo che cattura una sensazione sopita, che attiva un cambio di binario nel nostro pensiero e ci porta ad una consapevolezza maggiore.

Ma come posso riconoscere un maestro ?

Non e’ sempre facile riconoscere un maestro e anche quando lo riconosco, lo sarà solo su alcuni aspetti particolari della mia sfera personale. In ogni caso un maestro non mi obbligherà mai a diventare come lui, non mi costringerà a seguire ciecamente una via ma mi inviterà a metterne in dubbio gli insegnamenti. Approcciando le sue indicazioni con mente aperta, deve consentirmi di seguire la mia strada attraverso la sua esperienza o il suo insegnamento.

E’ anche possibile che riconosca un maestro solo anni dopo averlo conosciuto e/o incontrato. Per questo motivo non dobbiamo avere un atteggiamento chiuso o paura di essere noi stessi, perché questo ci impedirà di vedere quello che e’ importante per noi impedendoci di aggiungere un’altra tessera al mosaico della nostra vita. A volte anche incontri/esperienze negative nel tempo riveleranno un insegnamento. E’ solo una questione di rendercene conto, di cominciare a vedere quanto abbiamo intorno da un punto di vista più ampio.

Tutti quanti noi abbiamo bisogno di uno o più maestri nell’ affrontare il meraviglioso viaggio della nostra esistenza e a nostra volta non tenere solo per noi quanto appreso ma condividerlo con gli altri compagni di viaggio.

Un Maestro e al tempo stesso allievo e come allievo accresce il suo essere Maestro.

Un allievo è al tempo stesso Maestro e come Maestro migliora il suo essere allievo.

Che possiate incontrare le persone giuste !  

Fate del vostro meglio !

 

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Il valore di un gesto

_MG_5904 - Version 2C’era una volta un sognatore, appassionato della vita che amava l’avventura di una passeggiata , di un giro in bicicletta con una meta tanto lontana da sembrare impossibile, ma ogni volta raggiunta, se non fisicamente senz’altro con il cuore.  Nel suo girare ha condiviso i suoi sogni con altri che con lui condividevamo la stessa passione.

Ora, a distanza di qualche anno, questi altri hanno voluto ricordare quel sognatore con una avventura portata a termine con grande tenacia, che lui aveva raggiunto solo con il cuore. Un gesto costato una fatica pazzesca ma che ha dimostrato che i sogni inseguiti con determinazione trovano sempre il modo di avverarsi, anche se a volte con modalita’ non prevedibili. Un gesto il cui valore e’ il risultato di una connessione forte, profonda e inattaccabile dal tempo tra persone che hanno condiviso il cuore.

Ai tanti altri che in questi anni hanno ricordato in modi diversi quel sognatore, a tutti coloro che hanno partecipato alla Paris-Brest-Paris 2015 e in particolare ad Antonio, un grazie di cuore da parte mia, di mia sorella e sopratutto da parte di quel sognatore che tanto amava porsi nuove mete da raggiungere.

Grande Antonio !
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Grazie a tutti !

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C’eravamo tanto amati

(Racconto premiato al concorso Castelli di Carta 2015 – Bellinzona)


L’idea di un viaggio era nell’aria da molto tempo, del resto dopo 30 anni di matrimonio, era il miglior modo per cercare di ritrovarsi.
Decimo giorno, gita nell’outback australiano, spero che almeno oggi Ugo mi dia un po’ di attenzione perché i primi giorni sono stati una noia. Sempre occupato al telefono o a fare chissà cosa sul quel dannato aggeggio elettronico mi ha costantemente ignorato e ogni tentativo di instaurare un dialogo era miseramente naufragato di fronte ad un nuovo record di candy crush saga. Nemmeno l’ incontro con un gruppo di aborigeni che ci ha fatto assistere ad una cerimonia sacra’ e’ stato in grado di cambiare la cosa.
In definitiva niente di nuovo rispetto agli ultimi trent’anni, solo una delusione ulteriore. Come se non bastasse il nostro pulmino e’ fermo per un guasto e sembra che la cosa richieda ancora del tempo. Tutti quanti siamo intorno all’autista che armeggia sudato come un lamantino intorno al motore.
Ugo decide di andare per conto suo a ripararsi dietro un anfratto roccioso poco distante chiedendomi di avvisarlo quando si riparte. Gli dico di non allontanarsi che puo’ essere pericoloso ma non mi sente. Lo guardo allontanarsi con le cuffie sulla testa ascoltando lezioni di strategia di marketing, scomparendo dietro le rocce.
Nella mia testa si affollano pensieri omicidi, quando fa cosi’ lo strozzerei, non lo sopporto piu’, su trent’anni venti passati in questo modo… Il rumore del motore mi riporta alla realta’ e l’autista chiede a tutti a gran voce di risalire sul bus che dobbiamo ripartire al piu’ presto, questo piccolo incidente ci ha fatto perdere un sacco di tempo e abbiamo ancora 400 miglia di deserto prima di arrivare.
Mi siedo, guardo dal finestrino le rocce poco distanti.
“Good Luck amore mio”.

Nicola Di Marzo

 

 

Haiku o Presunti tali

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Meditazione

Passa tranquillo
Nel centro del ciclone
Il sole splende

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Nuvole

Forme d’acqua
Diventano reali
Fantasmi della mente

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Inverno

La foglia gialla
Trasportata dal vento
Il legno brucia

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Meraviglia

Un altro sole
Nasce all’orizzonte
Il cuore apre

IMG_4975 - Version 2
Crescita

La voce del maestro
Riflette la via
Praticando comprendo

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Tutto cambia

Vento neve pioggia sole
Passano senza sosta
I capelli imbiancano

Coincidenze o opportunita’

Tutti i giorni ci svegliamo, ci alziamo, ci tuffiamo nel quotidiano per poi chiudere la giornata ritornando a dormire. Una sorta di ruota per umano-criceti che non smette mai di girare. Durante tutta la giornata siamo immersi in un flusso dove ci troviamo spesso ad entrare in contatto con altri flussi o con effetti che altri flussi hanno lasciato ; il tutto in maniera quasi trasparente perche’ siamo troppo occupati a stare nella ruota.

Infatti nella maggior parte dei casi non notiamo questi punti di contatto, alcune volte invece non possiamo farne a meno, come ad esempio quando mi e’ capitato di incontrare una persona che conoscevo e che non vedevo da vent’anni in un labirinto di Disneyland Parigi lontano centinaia di km da casa. In quest’ultimo caso posso dire di averci fatto caso, ma non ne ho esplorato il suo significato.

Ho sempre creduto che eventi apparentemente casuali, chiamati normalmente “coincidenze”,  siano in qualche modo il risultato della connessione tra flussi e una sorta di voce interiore che se riesci ad ascoltare quello che ti sta’ dicendo ti conduce sulla strada giusta. Con il tempo ho scoperto di non essere il solo a pensarla in questo modo. I nomi con cui possiamo chiamare questo collegamento sono diversi; intenzione profonda, intuito, feeling ed altro ancora. In definitiva ritengo si possa chiamare connessione.

Il flusso in cui siamo immersi, L’Ambiente, le persone che ci sono vicine e non, la natura che ci circonda, l’universo di cui noi siamo parte sono di fatto una cosa sola dove ogni singolo elemento e’ collegato all’altro lo influenza e ne e’ influenzato. Al momento della nascita siamo intimamente connessi con questo “tutto” ma in seguito tendiamo a perderne la consapevolezza della sua esistenza fino al punto di dimenticarcene.
Ho sempre ritenuto di essere fortunato ( e su questo termine e fondamentale ritornarci) e ho avuto spesso esperienze di ascolto di questa vocina che mi ha preso per mano e condotto fino ad oggi, cosi’ come ho avuto esperienze di non ascolto, della serie ” lo sapevo che non avrei dovuto…”. La differenza tra il primo e secondo caso sta’ nel prendere una decisione senza indugiare troppo in un approccio razionale, di pro e contro, di mi piace o non mi piace, lo faccio o non lo faccio. Cercare di chiarire i nostri dubbi e’ corretto, ma se questo nostro approccio comincia ad alimentarli e renderli ancora piu’ grandi, la nostra connessione con il tutto sparisce completamente affidandoci completamente al caso.

Forse la soluzione e cercare di vivere più semplicemente, fidandoci di qualcuno che ci conosce bene. Noi stessi !
Cosi’ facendo quello che sembra solo frutto di una casualità può diventare una opportunità preziosa che ci portera’ nella direzione voluta.

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Le coincidenze diventano tracce che ci rivelano la volontà dell’ universo mostrandoci la sua sincronicità e consentendoci di approfittare delle infinite opportunità’ offerte della vita
Deepak Chopra, Le Coincidenze

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About Clouds

La forza piu' vitale e creativa della nostra vita e' l'uso positivo dell' immaginazione

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